LA VIA DEL SABI La Via dove i colori si attenuano e la forma si dischiude
12-27 settembre 2026
MONASTERO DELLA STELLA – SALUZZO (CN)
Il Giappone silenzioso in mostra al Monastero della Stella di Saluzzo
Tra gli spazi del Monastero della Stella, il tempo sembra sospendersi. Qui prende vita La Via del Sabi, un percorso che accompagna lo sguardo verso un ascolto più profondo, oltre la superficie delle cose. Fotografia e ideogrammi si intrecciano in una trama discreta, dove ogni immagine è un respiro e ogni segno una traccia di bellezza che il tempo custodisce.
La Via del Sabi arriva al Monastero della Stella
Dal 12 al 27 settembre 2026, il Monastero della Stella di Saluzzo ospita La Via del Sabi – 寂の道 – Sabi No Michi, una mostra fotografica e culturale che propone un incontro tra immagini, ideogrammi e pensiero giapponese, invitando il visitatore a rallentare lo sguardo e a riscoprire una bellezza fatta di silenzi, tracce e impermanenza.
L’esposizione sarà inserita nella programmazione dei Racconti del Marchesato, curata dalla Fondazione CR Saluzzo all’interno del programma della Festa del Libro Medioevale e Antico 2026 di Saluzzo.
Un ponte ideale tra l’Oriente e il Medioevo europeo
La presenza di questa mostra all’interno della Festa del Libro Medioevale e Antico trova una sua profonda ragione d’essere in un inaspettato quanto affascinante dialogo tra due mondi lontani. Proprio negli stessi secoli in cui l’Europa medievale sviluppava la propria spiritualità monastica, il codice cavalleresco e la produzione dei primi manoscritti, il Giappone attraversava il proprio Medioevo ( epoche Kamakura e Muromachi). È in quest’epoca che si sono radicati i concetti cardine del pensiero e dell’estetica nipponica, come il sabi e l’impermanenza (mujō), promossi dalla filosofia Zen e paralleli alla riflessione spirituale sull’essenziale e sul trascorrere del tempo tipica del cristianesimo medievale.
La parola scritta e l’arte calligrafica rappresentano il vero trait d’union tra queste due tradizioni: così come nei monasteri europei gli amanuensi decoravano i codici trasmettendo memoria e sapere, la cultura medievale giapponese ha elevato la scrittura degli ideogrammi e la poesia a forma d’arte contemplativa. Accogliere La Via del Sabi nei suggestivi spazi del Monastero della Stella — fondato nel 1219, in pieno Medioevo europeo — significa dunque creare un ponte tra il silenzio operoso dei monaci occidentali e la ricerca di essenzialità dei maestri d’Oriente, celebrando il libro e il segno grafico come veicoli universali di bellezza e spiritualità attraverso i secoli.
Dopo il grande interesse suscitato all’inizio del 2026 presso la Rocca di Lonato del Garda (BS), dove l’esposizione ha accolto centinaia di visitatori, il progetto approda in un luogo che sembra condividere naturalmente la stessa sensibilità. Le architetture del Monastero della Stella, il chiostro, gli ambienti raccolti e l’atmosfera di quiete diventano parte integrante dell’esperienza espositiva, offrendo al pubblico un contesto ideale per comprendere il significato più profondo del sabi: quella forma di bellezza che nasce dal trascorrere del tempo, dalla semplicità e dalle imperfezioni che rendono ogni cosa unica.
La Via del Sabi nasce dall’incontro tra il lavoro fotografico di Andrea Lippi e la ricerca di Luigi Gatti, dando vita a un dialogo nel quale fotografie, parole e ideogrammi non illustrano un Paese, ma suggeriscono un modo diverso di osservare il mondo. L’esposizione accompagna il visitatore lungo un percorso contemplativo in cui il vuoto, le pause e ciò che rimane appena accennato assumono un ruolo centrale. È la stessa filosofia che ispira l’omonimo volume pubblicato da Folia Edizioni, da cui la mostra prende origine:
“La Via del Sabi – 寂の道 – Sabi No Michi”, un viaggio poetico tra parole e immagini del Giappone
Un libro, due linguaggi Il libro non è una semplice raccolta, ma una “Via” dove la fotografia diventa gradazione e profondità, mentre gli ideogrammi affiorano in storie senza tempo, conducendoci al significato intimo ed emozionale delle parole. Gli autori cercano complicità tra ciò che appare e ciò che è invisibile, armonia tra composizione e spazio, ritmo tra intensità e silenzio. La Via del Sabi è un invito a osservare come il fluire del tempo sfumi i contorni e, in quello svanire, le presenze traspaiono nella loro essenza autentica.
“ Fissare su carta un ideogramma è catturare l’essenza di un attimo, come immortalare con uno scatto l’equilibrio tra pieno e vuoto, luce ed ombra. .”
Le fotografie di Andrea Lippi sono il risultato di una ricerca iniziata nel 2015, durante il suo primo viaggio in Giappone, e sviluppata negli anni successivi attraverso numerosi ritorni nel Paese. Da questo percorso nasce nel 2017 il progetto Lights of Japan, dedicato allo studio della luce, del paesaggio e dell’estetica giapponese. Il lavoro è stato presentato in numerose esposizioni in Italia e all’estero e, nel 2024, ha ottenuto due Honorable Mention ai prestigiosi concorsi internazionali Tokyo International Foto Awards (TIFA) e Budapest International Foto Awards (BIFA), oltre a essere selezionato per una mostra internazionale dedicata alla fotografia contemporanea in bianco e nero a Portland, negli Stati Uniti.
Accanto alle immagini si sviluppa il contributo di Luigi Gatti, studioso della lingua e della cultura giapponese, autore e divulgatore. Il suo percorso personale e professionale si è costruito tra Italia, Spagna e Giappone, approfondendo nel tempo il dialogo tra culture diverse. Camminatore appassionato, ha percorso numerosi itinerari verso Santiago di Compostela e ha completato il celebre pellegrinaggio degli 88 templi di Shikoku, un itinerario di circa 1.200 chilometri attraverso il Giappone, esperienza dalla quale è nato il libro Il cammino del Giappone. Shikoku e gli 88 templi (Mursia). Oggi continua la sua attività divulgativa attraverso incontri, conferenze e progetti dedicati alla conoscenza della cultura giapponese.
L’incontro tra questa ricerca artistica e il Monastero della Stella assume un significato particolare. L’antico complesso monastico, con le sue pietre consumate dal tempo, gli spazi raccolti e la lunga storia che attraversa i secoli, non costituisce soltanto la sede della mostra, ma ne diventa parte integrante. Ogni ambiente contribuisce a creare un dialogo tra memoria, luce e silenzio, trasformando la visita in un’esperienza che va oltre la semplice osservazione delle opere.
La Via del Sabi – 寂の道 – Sabi No Michi invita così il pubblico a concedersi un tempo diverso: un tempo più lento, fatto di contemplazione e ascolto, nel quale la fotografia e gli ideogrammi diventano strumenti per riflettere sul valore dell’essenziale e sulla bellezza discreta che il tempo sa lasciare sulle cose.
EVENTI
La Via del Sabi: inaugurazione al Monastero della Stella
La mostra aprirà al pubblico sabato 12 settembre alle ore 10.30. Gli autori, Andrea Lippi e Luigi Gatti, saranno presenti all’interno del Monastero per l’intera giornata, accogliendo i visitatori e accompagnandoli alla scoperta del progetto.
Il momento centrale della giornata si terrà alle ore 17.00 con la presentazione dell’esposizione: un’occasione unica per dialogare direttamente con gli autori, approfondire i temi de La Via del Sabi e ripercorrere la nascita e il significato culturale di questo percorso creativo.
WORKSHOP: FOTOGRAFIA, IDEOGRAMMI E CULTURA GIAPPONESE
Nella giornata di domenica 13 settembre il percorso espositivo sarà arricchito da due workshop aperti al pubblico, pensati come un naturale approfondimento dei temi della mostra.
Il primo incontro, in programma dalle ore 9.30 alle 11.00, sarà condotto dal fotografo Andrea Lippi e sarà dedicato all’incontro tra fotografia ed estetica giapponese. Attraverso il lavoro di tre grandi fotografi, il laboratorio esplorerà altrettanti ideogrammi fondamentali della cultura nipponica, mettendo in relazione il loro significato più profondo con il linguaggio visivo e la poetica degli autori. Un percorso che mostrerà come alcuni concetti della tradizione giapponese possano diventare una chiave di lettura della fotografia contemporanea.
Dalle ore 11.00 alle 13.00 si svolgerà il secondo workshop, guidato da Luigi Gatti, dedicato al fascino e al significato nascosto degli ideogrammi giapponesi. Attraverso esempi, racconti e riferimenti storici, i partecipanti scopriranno come la scrittura giapponese racchiuda un patrimonio di simboli, cultura e filosofia, imparando a leggere ciò che si cela dietro i segni e comprendendo il profondo legame tra lingua, storia e visione del mondo.
Entrambi i laboratori sono gratuiti ma hanno posti limitati e sono a prenotazione obbligatoria.
Per prenotazioni e informazioni:
E-mail: info@monasterodellastella.it
Telefono: 0175 291447
Durante la mostra ci sarà occasione di parlare dei viaggi Walden 2027.